18.9.06

Liberato sacerdote caldeo a Baghdad rapito due giorni fa.

 

Rapito e subito liberato sacerdote cattolico caldeo a Baghdad

18 settembre 2006

Un sacerdote cattolico caldeo, è stato rapito a Baghdad il 16 di settembre e rilasciato oggi.
La sua scomparsa aveva seguito di soli cinque giorni il rilascio di un sacerdote cattolico caldeo che era stato rapito il 15 di agosto e rilasciato l'11 settembre dietro il pagamento di un riscatto, Padre Saad Sirop Hanna, e di due mesi quella di Padre Raad Washan Sawa, rapito e rilasciato il giorno successivo dietro promessa di pagamento di un riscatto di 200.000 dollari, e che ora vive all'estero per ragioni di sicurezza. 
Il sacerdote, Padre Basel Salem Yaldo, era stato minacciato in passato e specialmente durante la prigionia di Padre Saad, e per questa ragione aveva sospeso tutte le sue attività pubbliche. L'altro ieri mattina si  stava recando ad incontrare il sacerdote recentemente liberato ed il Patriarca della Chiesa Caldea, Mar Emanuel III Delly, di cui è segretario particolare, ma non è mai arrivato al luogo dell'appuntamento. Nulla si sa del motivo che ha spinto Padre Basel a non attendere l'auto con scorta armata mandata a prenderlo dal Patriarcato ed ad utilizzare propri mezzi per spostarsi da Dora, il quartiere meridionale della città dove è stato visto quella mattina, verso la centralissima area di Mansour.
Ricerche senza alcun risultato sono state effettuate in diversi ospedali di Baghdad  per controllare se per caso il sacerdote fosse stato coinvolto in uno dei molti incidenti accaduti in città.
Sebbene nessuna fonte ufficiale ha parlato di rapimento la speranza di ritrovarlo era andata affievolendosi con il passare delle ore: Baghdad non è una città dove qualcuno "scelga" volontariamente di sparire, specialmente qualcuno come il sacerdote in questione che sapeva bene di essere in pericolo.
Al rapimento di Padre Basel si devono aggiungere altri episodi inquietanti. Quello stesso giorno  una telefonata anonima arrivata al Patriarcato della Chiesa Caldea aveva avvertito  che in mancanza di scuse ufficiali e pubbliche da parte di Papa Benedetto XVI per le parole pronunciate durante il suo viaggio apostolico in Germania e considerate offensive dalla maggior parte del mondo islamico i cristiani l'avrebbero pagata cara. Una minaccia che è stata ad un passo dal concretizzarsi durante la  notte quando un altro sacerdote ha ricevuto una telefonata anonima ma ha avuto la prontezza di spirito di abbandonare immediatamente la chiesa dove viveva, chiesa nei pressi della quale e nel giro di poco, è stato riferito da alcuni testimoni, sono state notate sei auto con uomini armati a bordo.
Nel giorno successivo alla scomparsa di Padre Basel l'assenza di notizie aveva fatto temere il peggio mentre l'attenzione si concentrava sul discorso papale dell'Angelus,  e su come e se le sue parole avrebbero potuto calmare le proteste del mondo islamico e le sue reazioni verso le comunità cristiane minoritarie che vivono al suo interno.
Stamattina presto però Padre Basel è stato liberato ed è in buone condizioni di salute. I suoi rapitori lo hanno infatti lasciato libero nella zona di Karrada, non lontano dal convento delle suore caldee dove ha trovato rifugio immediato. Per ora nulla è trapelato sulla ragione del rapimento e del suo rilascio così a breve termine, e tanto meno  se sia stato pagato un riscatto e di quanto. 

 
Luigia Storti
Ufficio Pastorale Migranti
Arcidiocesi di Torino


sacerdote cattolico scomparso a Baghdad: ULTIMISSIME padre Basil Salem Yaldo è tornato a casa in buona salute!

 
----- Original Message -----
Sent: Monday, September 18, 2006 6:24 AM
Subject: Re: [RELEASE_Father_Saad_Sirop_Hanna] Another Iraqi priest disappears in Iraq

father basel is back to home and he is in agood health ... thanks God again ....


Fayrouz Hancock <fayrouzblog@hotmail.com> wrote:
I just read this article about the disappearance of Fr. Basil in Baghdad..
 
It's been comfirmed by ankawa.com




__._,_.___

Catholic priest missing in Baghdad

Matt C. Abbott
September 17, 2006


From a source in Iraq:

    A third priest may now have become a victim of the violence and lawlessness in Baghdad. Father Basil Salem Yaldo was last seen leaving a church building in the Dora area of Baghdad. He is the personal secretary to the Catholic Patriarch for Iraq. At the time of his disappearance, a car bomb had exploded in the vicinity and a round-up of suspects took place by Iraqi and Coalition Security Forces. It is not known if Father Basil was taken into custody, is being held for ransom, or worse.

    The first priest to be abducted was forced to leave the country after being brutalized and then released. The second is still being treated for injuries suffered during weeks of physical and mental abuse. He was released only after a series of ransoms were paid.

    Please keep Father Basil in your prayers.


17.9.06

Fw: 16 settembre. Scomparso sacerdote cattolico caldeo a Baghdad

Scomparso sacerdote cattolico caldeo a Baghdad

Un sacerdote cattolico caldeo, è scomparso a Baghdad ieri, 16 di settembre. La sua sparizione segue di soli cinque giorni il rilascio di un sacerdote cattolico caldeo che era stato rapito il 15 di agosto e rilasciato l'11 settembre dietro il pagamento di un riscatto, Padre Saad Sirop Hanna.
Il sacerdote era stato minacciato in passato e specialmente durante la prigionia di Padre Saad, e per questa ragione aveva sospeso tutte le sue attività pubbliche. Ieri mattina si  stava recando ad incontrare il sacerdote recentemente liberato ed il Patriarca della Chiesa Caldea, Mar Emanuel III Delly,  ma non è mai arrivato al luogo dell'appuntamento.
Ricerche senza alcun risultato sono state effettuate in diversi ospedali di Baghdad  per controllare se per caso il sacerdote fosse stato coinvolto in uno dei molti incidenti accaduti in città.
Fino ad ora nessuna fonte ufficiale ha parlato di rapimento ma la speranza di ritrovarlo sta gradualmente sparendo con il passare delle ore. Baghdad non è una città dove qualcuno "scelga" volontariamente di sparire, specialmente qualcuno come il sacerdote in questione che sapeva bene di essere in pericolo.

Luigia Storti
Ufficio Pastorale Migranti
Arcidiocesi di Torino

Catholic Chaldean priest disappeared in Baghdad

A chaldean catholic priest, has disappeared in Baghdad yesterday, 16 of september. His disappearance follows after only five days the release of the chaldean catholic priest who had been kidnapped on the 15 of August and freed after the payment of a ransom, Father Saad Sirop Hanna.
The disappearead priest had been threatened in the past and especially during Fr. Saad's captivity. For this reason he had been obliged to suspend all his public activities. Yesterday morning he was going to meet the newly released priest and the Patriarch of the Chaldean Church, Mar Emmanuel III Delly, but he never arrived to the meeting place.
No results researches have been conducted in different hospitals in Baghdad to check if the priest was by chance involved in one of the many accidents that happened today in the city.
As by now there is not an official source saying that he has been kidnapped but the hope to find him is gradually vanishing as the hours go by. Baghdad is not a city where someone "chose" voluntarily to disappear, especially someone as the disappeared priest who knew very well to be in danger.
 
Luigia Storti
Ufficio Pastorale Migranti
Arcidiocesi di Torino
 
 

16.9.06

Messa di ringraziamento a Torino per la liberazione di Padre Saad Sirop Hanna.

Venerdì, 15 Settembre 2006

Esattamente un mese fa, il 15 di agosto, Padre Saad Sirop Hanna è stato rapito a Baghdad. Quattro giorni fa, l’11 di settembre, è stato rilasciato dai suoi rapitori dietro pagamento di un riscatto.
Ieri, 15 di settembre, una Messa di ringraziamento per la liberazione di Padre Saad è stata celebrata nella chiesa di San Rocco a Torino.
Torino è geograficamente lontana da Baghdad e non ha una comunità di cristiani iracheni, ma esiste un legame tra le due città fatto di visite che alcuni rappresentanti della Chiesa Caldea hanno fatto in questi anni nella nostra città.
Un legame iniziato prima dell’ultima guerra all’Iraq e che è continuato, tanto da riempire la chiesa di San Rocco di fedeli ansiosi di mostrare con la propria partecipazione la vicinanza alle sofferenze della comunità cristiana irachena.
La Messa è stata celebrata dal sacerdote caldeo Padre Rayan P. Atto e da altri cinque sacerdoti: Don Fredo Olivero, Don Silvano Bosa, Don Andrea
Princivalle, Padre Peter Kilasara e Padre John Assey.
Don Fredo Olivero ha dato inizio alla Messa parlando delle sofferenze dei cristiani iracheni, del bisogno che hanno del nostro aiuto morale e materiale, e del bisogno che noi abbiamo di essere loro più vicini per capire pienamente l’immensità dell’amore di Dio, un amore che supera i confini e le incomprensioni linguistiche e ci rende solo Suoi figli e figlie.
Dopo le Letture, Padre Rayan P. Atto ha letto dal Vangelo di Giovanni (15,18-25) il passo sull’odio del mondo verso Gesù e che termina con le parole: “Mi hanno odiato senza una ragione.” Da questa frase egli ha preso spunto per un’omelia che è iniziata con la descrizione dei tempi difficili che i cristiani vivono in un mondo sempre più loro ostile, un mondo che odia Dio e vuole distruggere la Sua Chiesa Viva attraverso l’allontanamento forzato dei Suoi figli dai luoghi dove essi hanno vissuto per secoli.
L’omelia di Padre Rayan è terminata con un commovente ritratto di Padre Saad Sirop Hanna come uomo, amico e sacerdote, della sua cultura, della sua umiltà, e della sua devozione alla Chiesa e soprattutto ai suoi figli più govani ai quali ha dedicato sempre tutti i suoi sforzi.
Parlando del diritto che i cristiani iracheni hanno di rimanere nel proprio paese, Padre Rayan ha terminato la sua omelia ricordando che questo diritto costerà molto alla comunità, un tributo di sangue più che di denaro, e di fede più che di paura.
La Messa è poi proseguita con le parole della Consacrazione ed il Padre Nostro recitati in aramaico da Padre Rayan.
Alla fine della Messa molta gente si è intrattenuta per salutare Padre Rayan, parlargli ed augurare a lui ed alla sua comunità un futuro migliore.

Luigia Storti
Ufficio Pastorale Migranti Arcidiocesi di Torino
Foto di Daniele Dal Bon

13.9.06

Liberato padre Hanna dopo quattro settimane di sequestro in Iraq

BAGHDAD, martedì, 12 settembre 2006 (ZENIT.org).-

Il Patriarca di Babilonia dei Caldei ha confermato

che padre Saad Syrop Hanna, sequestrato il 15

agosto scorso a Baghdad, è stato rilasciato

lunedì.

“Padre Hanna sta bene, è a casa sua e adesso potrà

finalmente riprendere il suo lavoro nella

parrocchia di Baghdad”, ha dichiarato Sua

Beatitudine Emmanuel III Delly all’agenzia

missionaria ”Misna”. Non sono ancora note le

circostanze della liberazione.

“È stato liberato e sta bene, questa è l’unica

cosa che conta adesso”, ha sottolineato il

Patriarca caldeo esprimendo gioia per la “buona

notizia” e ringraziando “tutti coloro che si sono

mobilitati per arrivare al rilascio di padre

Hanna”.

Nella solennità mariana dell’Assunzione, il 15

agosto, padre Saad Syrop Hanna – di 34 anni –

stava tornando a casa dopo aver celebrato la Messa

nella chiesa di St. Jacob a Baghdad – nel

distretto di Al Dora – quando è stato fermato da

tre uomini armati.

Pochi giorni dopo, Benedetto XVI ha espresso la

sua vicinanza alla sofferenza delle vittime

irachene ed ha chiesto ai sequestratori la

liberazione del sacerdote.

Con il passare del tempo, la preoccupazione è

cresciuta nella comunità cristiana di Baghdad,

perché i sequestri che hanno coinvolto i religiosi

nel Paese sono sempre durati molto poco.

Subito dopo il sequestro, si sono succeduti gli

interventi per la liberazione del sacerdote. Tra

le altre iniziative, Sua Beatitudine Emmanuel III

Delly ha incontrato il Primo Ministro iracheno per

cercare di trovare modi per favorire il ritorno di

padre Hanna.

L’Arcivescovo di Kirkuk – nel nord-est dell’Iraq

–, monsignor Louis Sako, ha lanciato un appello in

televisione chiedendo la liberazione del

sacerdote, e successivamente, in un’intervista

concessa ad “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, ha

descritto la commozione che l’accaduto aveva

provocato nella comunità cristiana.

Anche monsignor Phillipe Najeem, rappresentante

del Patriarcato caldeo di Baghdad presso la Santa

Sede, aveva lanciato da Roma un appello per la

liberazione (cfr. ZENIT, 25 agosto 2006).

Fonti religiose contattate da “Misna” nella

capitale irachena in questi ultimi giorni avevano

parlato apertamente del timore di trovare il

giovane padre Hanna “fra i tanti cadaveri

rinvenuti ogni giorno a Baghdad”.

Attraverso l’agenzia del Pontificio Istituto

Missioni Estere (PIME) “AsiaNews”, questo martedì

è stata diffusa la conferma, da parte della

nunziatura apostolica di Baghdad, della

liberazione del sacrdote, la cui madre si è recata

in fretta a Baghdad per riabbracciarlo.

Padre Hanna è responsabile della sezione teologica

del “Babel College” – che la Chiesa cattolica

dirige a Baghdad –, unica Università Teologica

Cristiana nel Paese.

La comunità cattolica caldea è la più grande

comunità cristiana in Iraq.

ZI06091206
BAGHDAD, martedì, 12 settembre 2006 (ZENIT.org).-

Il Patriarca di Babilonia dei Caldei ha confermato

che padre Saad Syrop Hanna, sequestrato il 15

agosto scorso a Baghdad, è stato rilasciato

lunedì.

“Padre Hanna sta bene, è a casa sua e adesso potrà

finalmente riprendere il suo lavoro nella

parrocchia di Baghdad”, ha dichiarato Sua

Beatitudine Emmanuel III Delly all’agenzia

missionaria ”Misna”. Non sono ancora note le

circostanze della liberazione.

“È stato liberato e sta bene, questa è l’unica

cosa che conta adesso”, ha sottolineato il

Patriarca caldeo esprimendo gioia per la “buona

notizia” e ringraziando “tutti coloro che si sono

mobilitati per arrivare al rilascio di padre

Hanna”.

Nella solennità mariana dell’Assunzione, il 15

agosto, padre Saad Syrop Hanna – di 34 anni –

stava tornando a casa dopo aver celebrato la Messa

nella chiesa di St. Jacob a Baghdad – nel

distretto di Al Dora – quando è stato fermato da

tre uomini armati.

Pochi giorni dopo, Benedetto XVI ha espresso la

sua vicinanza alla sofferenza delle vittime

irachene ed ha chiesto ai sequestratori la

liberazione del sacerdote.

Con il passare del tempo, la preoccupazione è

cresciuta nella comunità cristiana di Baghdad,

perché i sequestri che hanno coinvolto i religiosi

nel Paese sono sempre durati molto poco.

Subito dopo il sequestro, si sono succeduti gli

interventi per la liberazione del sacerdote. Tra

le altre iniziative, Sua Beatitudine Emmanuel III

Delly ha incontrato il Primo Ministro iracheno per

cercare di trovare modi per favorire il ritorno di

padre Hanna.

L’Arcivescovo di Kirkuk – nel nord-est dell’Iraq

–, monsignor Louis Sako, ha lanciato un appello in

televisione chiedendo la liberazione del

sacerdote, e successivamente, in un’intervista

concessa ad “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, ha

descritto la commozione che l’accaduto aveva

provocato nella comunità cristiana.

Anche monsignor Phillipe Najeem, rappresentante

del Patriarcato caldeo di Baghdad presso la Santa

Sede, aveva lanciato da Roma un appello per la

liberazione (cfr. ZENIT, 25 agosto 2006).

Fonti religiose contattate da “Misna” nella

capitale irachena in questi ultimi giorni avevano

parlato apertamente del timore di trovare il

giovane padre Hanna “fra i tanti cadaveri

rinvenuti ogni giorno a Baghdad”.

Attraverso l’agenzia del Pontificio Istituto

Missioni Estere (PIME) “AsiaNews”, questo martedì

è stata diffusa la conferma, da parte della

nunziatura apostolica di Baghdad, della

liberazione del sacrdote, la cui madre si è recata

in fretta a Baghdad per riabbracciarlo.

Padre Hanna è responsabile della sezione teologica

del “Babel College” – che la Chiesa cattolica

dirige a Baghdad –, unica Università Teologica

Cristiana nel Paese.

La comunità cattolica caldea è la più grande

comunità cristiana in Iraq.

ZI06091206

11.9.06

PADRE SAAD SIROP HANNA E’ LIBERO

PADRE SAAD SIROP HANNA E’ LIBERO

11 settembre 2006

I fedeli cattolici caldei della chiesa dedicata alla Madre di Dio, a Southfield nel Michigan (USA) ieri hanno appreso una notizia esaltante.
Durante la funzione pomeridiana, infatti, il loro Vescovo, Monsignor Ibrahim Namo Ibrahim, ha comunicato l’imminente liberazione del sacerdote caldeo Padre Saad Sirop Hanna, rapito a Baghdad il 15 di agosto.
La notizia, pur essendo rimbalzata velocemente nella comunità caldea sparsa in tutto il mondo non è stata immeditamente divulgata. Da una parte c’era il desiderio di non interferire con le ultime fasi di un rapimento che aveva tenuto in ansia i cristiani iracheni e non solo loro, dall’altra si attendevano maggiori conferme, dato che già due domeniche fa dall’Australia era arrivata la notizia, purtroppo rivelatasi infondata, della liberazione di Padre Saad.
Oggi la notizia è ufficiale e confermata da due fonti, una delle quali è Monsignor Jacques Isaac, Rettore del Babel College, l’Università Teologica Cristiana irachena dove Padre Saad ricopre la carica di responsabile della sezione teologica.
Un’ora fa circa Padre Saad Sirop Hanna è stato liberato. Non si sa ancora nulla delle condizioni del suo rilascio, solo che ha telefonato alla famiglia che sta andando, proprio in questi momenti a prenderlo per portarlo al sicuro.
Luigia Storti

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8.9.06

Bomba esplode davanti ad un convento a Baghdad

 
Ufficio Pastorale Migranti Arcidiocesi di Torino

7 settembre 2006
Una bomba è esplosa davanti al convento delle suore caldee adiacente alla chiesa cattolica caldea di Saint Paul, a Zafarainya, a sud di Baghdad. Un gruppo di uomini armati, dopo avere attaccato le guardie della chiesa hanno piazzato l'ordigno che è esploso fortunatamente provocando solo danni materiali. Le suore e l'anziano parroco della chiesa, Padre Francis Cher, sono illesi.

Luigia Storti



Riconciliazione.it

RELEASE FATHER SAAD Petition

http://releasefathersaad.blogspot.com/


7.9.06

Incontro tra Emmanuel III Delly e Jalal Talabani

Ieri, 6 settembre, a soli due giorni dal nuovo accorato appello del Patriarca di Babilonia dei Caldei a favore del rilascio di Padre Saad Sirop Hanna, il capo della comunità cattolica caldea, Mar Emmanuel III Delly, è stato ricevuto insieme a Monsignor Mar Avak Assadorian, Vescovo della Chiesa Ortodossa Armena e Segretario Generale del Consiglio dei capi cristiani di Baghdad, dal presidente della repubblica dell'Iraq, Jalal Talabani.
Talabani ha espresso il proprio dispiacere per il rapimento di Padre Saad, parroco della chiesa di Saint Jacob, condannandolo come un atto terroristico e chiedendo il suo immediato rilascio.

Il presidente ha riconosciuto l'importante ruolo che i figli cristiani dell'Iraq hanno avuto nella storia del paese come suoi abitanti originari, ed a loro volta il Patriarca Delly e Monsignor Assadorian hanno confermato la vicinanza del presidente Talabani a tutte le componenti del paese ed i suoi sforzi a favore dell'unità dello stesso e del rilascio di Padre Saad Sirop.

Luigia Storti

5.9.06

[Sequestro di Padre Saad Sirop Hanna]: Appello di Emmanuel III Delly Patriarca di Babilonia dei Caldei.

Stiamo vivendo in uno stato di angoscia e tristezza a causa del rapimento di Padre Saad Sirop Hanna per mano di un non identificato gruppo armato  che lo ha portato via per ragioni sconosciute. Padre Saad non appartiene a nessuna organizzazione politica, nè si interessa di politica, ma solo dei suoi compiti come religioso.
Chiediamo con insistenza a chi lo ha rapito, nel nome di Dio unico che tutti adoriamo e che è il nostro fine ultimo, nel nome degli alti valori a cui Padre Saad ha dedicato la vita, nel nome della sua povera mamma, nel nome dei valori di cittadinanza comune, fraternità e coesistenza, nel nome della storia della nostra patria, di rilasciarlo al più presto perchè possa tornare a servire la sua Chiesa, la sua famiglia, la società e la nazione.
Abbiamo forte fiducia che il nostro appello venga ascoltato e che chi lo trattiene lo rilasci perchè possa continuare nel cammino di servizio cui si è dedicato.
 
Emmanuel III Delly
Patriarca di Babilonia dei Caldei.
4 settembre 2006

Sacerdote sequestrato in Iraq: "Speriamo che non lo uccidano", esclama il Patriarca caldeo

A venti giorni dalla scomparsa di padre Saad Syrop Hanna
 
BAGHDAD, lunedì, 4 settembre 2006 (ZENIT.org).- Passano i giorni senza notizie di padre Saad Syrop Hanna – di 34 anni –, sequestrato in Iraq, e aumenta la preoccupazione per lui. Il Patriarca di Babilonia dei Caldei ha espresso la speranza che la sua vita venga rispettata e che sia liberato il prima possibile.
 
Nella solennità mariana dell’Assunzione, il 15 agosto scorso, il veicolo del sacerdote caldeo è stato fermato da tre uomini armati, con il volto coperto, mentre tornava a casa dopo aver celebrato la Messa nella chiesa di St. Jacob a Baghdad, nel distretto di Al Dora.
 
Pochi giorni dopo, lo stesso Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alla sofferenza delle vittime irachene e ha chiesto ai sequestratori la liberazione del sacerdote.
 
Sabato scorso l’agenzia missionaria “Misna” ha reso noto che il sequestrato ha potuto contattare telefonicamente il Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Emmanuel III Delly – secondo quanto questi ha confermato da Baghdad –. “Sono padre Syrop – gli ha detto –, sto bene in salute e sono nelle mani degli uomini che mi hanno rapito”.
 
“Lo aspettiamo da 7 giorni, ma ancora niente”, ha aggiunto monsignor Delly spiegando che al termine della conversazione con padre Syrop i sequestratori hanno assicurato al Patriarca che avrebbero immediatamente liberato l’ostaggio.
 
“È esattamente da una settimana che non ho più sue notizie. Speriamo che lo lascino andare il prima possibile e speriamo che non lo uccidano”, ha detto.
 
La telefonata del sacerdote risale al 26 agosto. I rapitori, in contatti precedenti, avevano chiesto un ingente riscatto per padre Syrop.
 
Secondo l’Arcivescovo di Kirkuk – nel nord-est dell’Iraq –, monsignor Louis Sako, si trattava di un milione di dollari statunitensi, come ha citato un comunicato di “Aiuto alla Chiesa che Soffre”.
 
Già il 22 agosto, Sua Beatitudine Emmanuel III Delly aveva confermato a “Misna”: “Vogliono soldi. Non so quanti. Ma chi ha preso” il sacerdote “non ha neanche la minima idea del fatto che la Chiesa Caldea è una Chiesa missionaria che segue i suoi fedeli quando emigrano nel mondo e che vive delle donazioni e della generosità dei suoi fedeli”.
 
Nel frattempo persiste la profonda preoccupazione nella comunità cristiana di Baghdad per l’accaduto, perché generalmente i sequestri che hanno coinvolto religiosi nel Paese sono stati molto brevi.
 
ZI06090408

3.9.06

Pontifica Universitas Urbaniana - Affiliated-Net

Pontifica Universitas Urbaniana - Affiliated-Net: "Rapimento di padre P. Saad Sirop Hanna, prete cattolico caldeo ex-alunno dell’Urbaniana, avvenuto a Bagdad il 15 agosto scorso


Padre P. Saad Sirop Hanna è stato rapito presso la chiesa di San Giacomo, nel quartiere meridionale di Dora, dopo la celebrazione della messa dell’Assunzione. E’ stato fermato nell’auto sulla quale viaggiava, e rapito da un gruppo di sconosciuti.

La notizia è stata confermata da Mons. Philippe Najem, procuratore del Patriarcato di Babilonia dei Caldei presso la Santa Sede. Mons. Najem precisa che il sacerdote rapito è un giovane prete impegnato per i suoi parrocchiani e per il suo Paese, che deve proseguire i suoi studi a Roma.

Il patriarca Emmanuel III Delly ha potuto incontrare il Primo ministro iracheno e le autorità si stanno mobilitando per risolvere la situazione ed arrivare alla liberazione del sacerdote il più presto possibile. Egli sottolinea che si parla poco delle sofferenze dei cattolici in Iraq: “La Chiesa cattolica soffre tanto e quotidianamente, come tutto il resto del popolo iracheno che soffre anche della mancanza di mezzi indispensabili per vivere: mancano acqua, elettricità, ospedali, servizi sanitari, e, soprattutto, manca la sicurezza. Oggi l’iracheno non è più considerato come un essere umano: tutti vivono una situazione molto difficile”.

Il Rettore e tutta la comunità accademica esprime la propria preoccupazione per il padre Saad e prega per un suo rapido rilascio.

CONTATTO TELEFONICO CON SACERDOTE CALDEO RAPITO, MA ANCORA NIENTE RILASCIO

IRAK 2/9/2006 16.01 [misna]“Sono padre Sirop, sto bene in salute e sono nelle mani degli uomini che mi hanno rapito”: queste le poche parole che padre Saad Sirop Hanna, il sacerdote cattolico della Chiesa caldea rapito il 15 agosto scorso alla periferia sud di Baghdad, ha potuto dire al telefono al Patriarca di Babilonia, monsignor Emmanuel Dellly III. Lo ha detto alla MISNA lo stesso Patriarca contattato poco fa a Baghdad, precisando che la conferma che dall’altra parte del telefono vi fosse proprio il sacerdote della sua Chiesa l’ha avuta quando l’interlocutore ha ricordato il tema della sua tesi di laurea. “Lo aspettiamo da 7 giorni, ma ancora niente” ha aggiunto alla MISNA monsignor Delly, precisando che al termine della conversazione avuta con padre Sirop i rapitori avevano assicurato al Patriarca che avrebbero rilasciato l’ostaggio immediatamente. “È esattamente da una settimana che non ho più sue notizie. Speriamo che lo lascino andare il prima possibile e speriamo che non lo uccidano” ha detto il Patriarca caldeo. Secondo un deputato iracheno, il sacerdote caldeo, non si troverebbe più nelle mani del gruppo che lo aveva sequestrato oltre due settimane fa, ma sarebbe già stato “passato” ad altre formazioni. Nella sua telefonata, che comunque risale esattamente a sabato scorso, padre Sirop ha esplicitamente affermato di essere “nelle mani degli uomini che mi hanno rapito”. Indiscrezioni raccolte in ambienti religiosi, e che il Patriarca non ha confermato, sostengono che nel corso degli ultimi contatti i sequestratori avrebbero anche avanzato non meglio precisate “richieste politiche”. In precedenti contatti i sequestratori di padre Hanna avevano avanzato la richiesta di un “ingente” riscatto, come la MISNA aveva appreso da fonti religiose contattate a Baghdad, senza precisare ulteriormente l’ammontare della cifra. Lo stesso Patriarca aveva confermato la cosa: “Vogliono soldi. Non so quanti. Ma chi ha preso padre Hanna non ha neanche la minima idea del fatto che la Chiesa Caldea è una Chiesa missionaria che segue i suoi fedeli quando emigrano nel mondo e che vive delle donazioni e della generosità dei suoi fedeli” aveva precisato alla MISNA monsignor Delly il 22 agosto scorso. Secondo le testimonianze raccolte a pochi giorni dal sequestro, il rapimento del padre caldeo (che ai primi di settembre sarebbe dovuto arrivare in Italia per terminare un dottorato in filosofia) sarebbe stato compiuto da un gruppo ben organizzato, in grado di evadere anche i controlli della sicurezza recentemente predisposti dal governo iracheno proprio intorno al quartiere di Dora (sud di Baghdad) dove il religioso era stato prelevato subito dopo la celebrazione dell'Assunta. Negli ambienti cristiani di Baghdad la notizia del sequestro di padre Hanna continua a suscitare profonda preoccupazione, dal momento che nessuno dei precedenti sequestri iracheni che avevano coinvolto religiosi era mai durato più di 24 ore.[MZ]

30.8.06

Giornata per la salvaguardia del creato 1° settembre 2006 - LA COMMISSIONE EPISCOPALE

Sussidio CEI

Dio pose l'uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse (Gn 2,15) Sussidio per l'animazione Giornata per la salvaguardia del creato 1° settembre 2006 Dio pose l'uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse (Gn 2,15) 1. ...tutto è stato creato per mezzo di Lui... Fin dalle prime pagine la Scrittura parla di Dio come Creatore, colui che per amore ha fatto ogni cosa (Gn 1- 2). «Del Signore è la terra e quanto contiene» (Sal 23,1) cantano i Salmi, invitando a contemplarne la bellezza, a benedire il suo autore e il suo agire provvidente (Sal 88; 103; 134; 148). Lo stesso creato, anzi, è invitato a lasciarsi coinvolgere nella lode, nella benedizione rivolta al Creatore che dona la vita (Dn 3,52-90). Anche i profeti fanno spesso memoria della potenza creatrice di Dio, per rinsaldare la fede del popolo e per chiamarlo a conversione (Is 40,12-13; 44,24-25; Am 4,13; 5,8-9). Essi richiamano ad un'esistenza nella giustizia e nella fedeltà alla Parola: solo così è possibile vivere un rapporto con la terra, che consente una vita buona per l'umanità e per tutte le creature. Sono in particolare i comandamenti del sabato, dell'anno sabbatico e dell'anno giubilare (Lv 23,3; 25,1-17) a ricordare che l'uomo non è padrone assoluto della terra: essa gli è data come dono, da coltivare e custodire in fedeltà (Gn 2,15). Il Nuovo Testamento rilegge tale prospettiva alla luce dell'esperienza del Signore Risorto, scoprendo in lui il mediatore dell'intera creazione: per mezzo di Lui ogni cosa è stata creata ed in lui tutto trova senso e pienezza (Gv 1,1-3; Col 1,15-20; Eb 1,3). Quello stesso Verbo che si è fatto carne in Gesù Cristo operava, infatti, fin dal principio, come Sapienza creatrice del Padre. La stessa Pasqua del Signore, poi, rivela una dimensione cosmica: è la terra stessa ad essere coinvolta nella risurrezione, così da essere orientata, così, alla pienezza di vita. La speranza cristiana ha, dunque, le dimensioni dell'intera creazione: «aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia» (2 Pt 3,13). La Scrittura narra del creato come del primo grande dono di Dio, la prima radicale espressione del suo amore potente: un cosmo ordinato e prezioso, capace di sostenere quella realtà misteriosa e fragile che è la vita. 2. Il grido della terra La stessa Scrittura, però, sa bene che lo splendore della creazione è anche offuscato dal potere misterioso del male e dall'esperienza del peccato: per Paolo tutto il creato geme e soffre, come nelle doglie del parto (Rm 8,19ss). Tale gemito della creazione sembra trovare oggi un'eco particolarmente incisiva in quella crisi ambientale, che ha assunto ormai una dimensione globale. Anche il capitolo X del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica si è ampiamente soffermato sul degrado dell'ecosistema planetario, esaminandone i diversi aspetti (inquinamento nelle sue diverse forme, mutamento climatico, crisi delle risorse idriche, riduzione della biodiversità, ecc.). A monte di tale dinamica esso ha colto - secondo l'indicazione dell'enciclica di Giovanni Paolo II Centesimus annus - l'incapacità di riconoscere nel mondo quella originaria donazione che precede e fonda ogni azione umana. In tale prospettiva si radicano anche un consumo di risorse e una produzione di rifiuti che superano largamente le capacità di rinnovamento della terra, ipotecandone così la vivibilità per le future generazioni. Ma tale realtà si riflette fin d'ora nella nostra esperienza quotidiana: viviamo in città inquinate, in una natura sempre più impoverita, mentre sempre più spesso ci capita di interrogarci sulla sicurezza di ciò che mangiamo. Per i poveri della terra, poi, il degrado dell'ambiente è un fattore critico, che rende insostenibili situazioni dalla vivibilità già assai fragile: la preoccupazione per la salvaguardia del creato si intreccia con l'esigenza della giustizia. Non stupisce, allora, che nel gennaio 2001 Giovanni Paolo II abbia chiamato i credenti alla "conversione ecologica" di fronte alla minaccia di una distruzione incombente. Già il Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace del 1990, del resto, invitava a riscoprire la relazione tra la pace con Dio creatore e quella con il creato, in un'assunzione di responsabilità per le future generazioni. 3. Salvaguardia del creato come impegno ecumenico La responsabilità per il creato è stata una riscoperta comune delle Chiese cristiane: è all'interno del cammino ecumenico che essa si è imposta come esigenza determinante ed è dal mondo ecumenico (in primo luogo dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli) che nasce nel 1989 la proposta di una Giornata per il creato. Per l'Europa essa è stata ripresa, in particolare, dalla II Assemblea Ecumenica Europea di Graz (1997), che ha chiamato alla riconciliazione col creato; anche nella prossima III Assemblea Ecumenica Europea (Sibiu 2007) il tema avrà un'importanza determinante. La sua centralità è stata inoltre espressa nel 2001 dalla Charta Oecumenica (n. 9): c'è una comune preoccupazione dei cristiani per uno sfruttamento dei beni della terra che avviene «senza tener conto del loro valore intrinseco, senza considerazione per la loro limitatezza e senza riguardo per il bene delle generazioni future». Per questo la Charta indicava un impegno comune dei cristiani «per realizzare condizioni sostenibili di vita per l'intero creato» e per «sviluppare ulteriormente uno stile di vita nel quale, in contrapposizione al dominio della logica economica e alla costrizione al consumo, accordiamo valore a una qualità di vita responsabile e sostenibile». La sottolineatura della dimensione formativa delle comunità cristiane in ordine alla cura del creato si intreccia qui con l'invito a un rinnovamento delle loro stesse pratiche. Nella pluralità delle tradizioni cristiane confessare Dio come il Creatore è tema condiviso, sul quale è possibile un comune sentire e un reciproco arricchimento. Ecco aprirsi, dunque, un importante spazio di dialogo e incontro tra i cristiani delle diverse confessioni, nel quale essi porteranno le rispettive sensibilità in vista di una crescita comune. La sottolineatura della dimensione spirituale, la centralità della Parola, l'attenzione per l'Eucaristia, l'impegno sul piano etico sono dimensioni differenti, che possono arricchirsi reciprocamente nel convocare tutti alla cura per il creato. Varie potranno essere le forme di espressione di tale impegno: da una rilettura della comune eredità biblica, a un esame delle problematiche ecologiche del nostro tempo - su scala globale come locale - fino alla concreta ricerca di nuovi stili di vita personali e comunitari. La stessa Giornata per il creato potrà vedere iniziative in questo senso, nelle quali la ricerca di sostenibilità ambientale sarà illuminata dalla confessione di fede: «Credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra». È importante dare adeguato risalto alla Giornata nella vita delle Diocesi e delle comunità, specie in questo 2006 nel quale essa viene celebrata per la prima volta. Diverse sono le iniziative che potranno essere prese, sia nel primo giorno di settembre che nei successivi: al livello locale esse potranno essere sviluppate nel corso dell'intero mese. Segnaliamo alcune possibilità, a titolo indicativo, anche sulla base dell'esperienza di quelle comunità che già in anni precedenti hanno dedicato iniziative al tema: - Incontri di preghiera. È importante che - specie a livello diocesano e comunque dove è possibile - essi vengano realizzati in prospettiva ecumenica, con un coinvolgimento attivo dei rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti. - Incontri di approfondimento del tema della Giornata da un punto di vista biblico-teologico, per riflettere sull'importanza della fede nella Creazione in un tempo di crisi ecologica o sulla sua declinazione in termini etici. Anche qui è particolarmente opportuna un'attenzione per la dimensione ecumenica del tema, che valorizzi il contributo delle varie voci della cristianità. - Incontri di approfondimento su tematiche ambientali, sia come introduzione generale, sia su specifiche problematiche. Lo stesso messaggio richiama a titolo di esempio alcuni temi molto concreti (acqua, clima, biodiversità, inquinamento...), che possono essere fatti oggetto di riflessione, eventualmente anche nella loro incidenza sulla dimensione locale. - Un momento di festa-celebrazione all'aperto, in qualche luogo significativo del territorio della Diocesi, che potrebbe coinvolgere il mondo giovanile, su un tema cui esso è particolarmente sensibile. Potrà trattarsi di uno spazio caratterizzato semplicemente per la sua bellezza naturale, ovvero per il suo legame con figure e momenti di particolare accentuazione del rapporto con la creazione (si pensi ai luoghi della tradizione francescana, ma anche a numerosi monasteri). Potrà anche, d'altra parte, essere la visita a qualche luogo che testimonia di una situazione ecologica particolarmente critica o che fa memoria di qualche evento ambientale che ha toccato la vita della comunità. Si tratta di varie proposte, non necessariamente alternative tra loro, che possono offrire idee e stimoli alla creatività a livello locale, in vista di una sensibilizzazione alla salvaguardia del creato alla luce della fede. 1) Due utili raccolte di materiali sui temi della giornata in: UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO - SERVIZIO NAZIONALE PER IL PROGETTO CULTURALE, Responsabilità per il creato. Un sussidio per le comunità, Elledici, Leumann (Torino) 2002. UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO - SERVIZIO NAZIONALE PER IL PROGETTO CULTURALE, Per il futuro della nostra terra. Prendersi cura della creazione, Lanza / Gregoriana, Padova 2005. 2) Per approfondire i riferimenti ai temi ambientali nel Magistero: PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004, cap. X: "Salvaguardare l'ambiente", pp. 248-266. A. GIORDANO - S. MORANDINI - P. TARCHI (a cura), La creazione in dono. Giovanni Paolo II e l'ambiente, EMI, Bologna 2005. 3) Sul rapporto tra teologia della creazione, spiritualità ed etica ambientale: F. FACCHINI (a cura), Un ambiente per l'uomo, EDB, Bologna 2005. J.-R. FLECHA, Il rispetto del creato, Jaca Book, Milano 2000. K. GOLSER, Religioni ed ecologia. La responsabilità verso il creato nelle grandi religioni, EDB, Bologna 1995. IGNAZIO IV HAKIM, Salvare la creazione, Ancora, Milano 1994. J. MOLTMANN, Dio nella creazione. Dottrina ecologica della creazione, Queriniana, Brescia 1986. S. MORANDINI, Terra splendida e minacciata. Per una spiritualità della creazione, Ancora, Milano 2004. I. MUSU (a cura), Uomo e natura verso il nuovo millennio. Religioni, filosofia, scienza, Mulino, Bologna 1999. G. PANTEGHINI, Il gemito della creazione. Ecologia e fede cristiana, Messaggero, Padova 1992. M. ROSENBERGER, Dizionario teologico di spiritualità del creato, EDB, Bologna 2006. L. VISCHER, in Studi Ecumenici. I. ZIZIOULAS, Il creato come eucaristia, Qiqajon, Magnano (VC) 1994. 4) Per il tema della salvaguardia del creato nell'Insegnamento della Religione Cattolica: N. DORO (a cura), Responsabili per il creato, Elledici - Capitello, Torino 2005 (quattro fascicoli, uno per ogni ordine di scuola). In rete Molti siti sono dedicati a temi ambientali; ci limitiamo qui a segnalarne alcuni che contengono materiali di particolare interesse circa l'impegno dei credenti per l'ambiente: 1) Un Database di testi sulla salvaguardia del creato: www.progettoculturale.it Una risorsa preziosa, cui si accede dalla sezione pubblicazioni del sito del Servizio Nazionale per il progetto culturale è il database di testi e documenti ecclesiali sulla salvaguardia del creato curato dalla Fondazione Lanza di Padova. Con oltre duecento record, esso consente di accedere a materiali del Magistero cattolico nelle sue varie espressioni, del movimento ecumenico e delle altre Chiese e Comunità ecclesiali cristiane. 2) Il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE): www.kath.ch/ccee/italiano/ambiti/ambiente.htm I materiali delle sei consultazioni per i delegati per l'ambiente delle Conferenze Episcopali europee promosse dal CCEE dal 1999 al 2004. 30/08/2006 http://db.peacelink.org/tools/print.php?url=paxchristi/articles/art_18340.html&lang=1